Dicembre 25th, 2021

Ciao FZU35, e grazie!

“Qual è la tua vera voce?” mi chiese un giorno il regista Claudio Orlandini.

Mi trafisse come un dardo inaspettato. Era solo l’inizio, ed era già iniziato.

Sette anni dopo sentii risuonare l’eco di quelle parole in un interrogativo di Cristobal Jodorowsky:

“Qual è il canto della tua anima?”

A nove anni di distanza dalla seconda, e a sedici dalla prima domanda, nel 2021 ha debuttato “La Voce”, la mia ultima produzione con Farmacia Zooè.

“La Voce” sembra il punto di arrivo, la capitalizzazione di una lunga ricerca ma, come sempre avviene in questi casi, la percepisco piuttosto come un ponte verso un nuovo ciclo della mia vita – e forse di molte delle persone coinvolte nel processo di metabolizzazione in cui questa intensa ricerca ci ha portato: è troppo giovane per comprenderne la portata, anche se è abbastanza definita per intuirne le traiettorie. Ciò che sento è che mi si rivela un po’ causa e un po’ effetto di una potente, radicale pulizia. Unita, e altrimenti non potrebbe essere, al movimento planetario generato dalla pandemia e alla catarsi provocata dal cammino verso la mia genitorialità adottiva.

In questo percorso strabiliante, dove appena mi soffermo osservo all’opera la capacità più divina di tutte, il rivelarsi della natura onirica della realtà, sento giunto il momento di rimettere ordine. Poiché però in questa transizione al momento mi è chiaro solo ciò che non risuona più, mentre non mi è ancora palese il nuovo accordo, rimettere ordine equivale a fare spazio e andare il più possibile verso un vuoto.

Con questo spirito cosmico nel cuore, ringrazio tutti coloro che hanno fatto parte del progetto vivaio di Farmacia Zooè, FZU35, e tutti coloro che hanno sostenuto questa bellissima avventura, che nasceva per supportare i giovani motivati a sperimentare la carriera artistica, e chiudo il progetto e le sue pagine social. Nulla vieta in futuro di generare nuove avventure, visto quanto è stato bello, ma oggi posso stare solo nel presente.

Da quest’esperienza hanno spiccato il volo Brixhilda Shqalsi, attrice e musicista, Innocenzo Capriuoli, poeta e attore, Alice Marchiori performer ed educatrice, Pietro Zotti, performer e tecnico delle luci, Arianna Favaretto Cortese, performer e storica dell’arte, senza dubbio grazie al seme della loro immensa volontà e alla florida terra del loro talento e, vorrei dire con un soffio d’orgoglio (lo so, non si dovrebbe), alla fresca pioggia di FZU35. Non solo li reputo artisti promettenti, ma conosco la loro etica del lavoro e la loro capacità oggi di lavorare con gli altri, che viene continuamente riconosciuta. Auguro infine a Lavinia Rosso, Veronica Di Bussolo e Anatolij Tegon, accolti nell’ultima fase del progetto vivaio, già attori e performer convincenti, di continuare così, liberando i propri sogni e la propria vera voce.

Ringrazio ancora Farmacia Zooè, Sabrina e Migena, e naturalmente la comunità di Spazio Farma per aver dato il suo contributo materiale e morale alla realizzazione di spettacoli come “La Gara”, “Until the end”, “Di bocca in bocca” e “La Voce” (che continueranno serenamente il loro cammino nei teatri e nei festival), concretizzazione di questo sogno che avevo di rovesciare nelle teste dei giovani la vecchia credenza che “non si può vivere d’arte”, il pensiero più diffuso nella nostra Italia, rinomatamente patria dell’arte e della cultura, traducibile metaforicamente come “non si vive delle proprie passioni”, o anche “la sensibilità, l’interiorità, le emozioni, l’anima non hanno sufficiente valore”, una visione obsoleta che non si addice alla potenza creativa delle nuove generazioni.

Buon viaggio, artisti cari!

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