Maggio 2nd, 2020

L’Oceano. L’Oceano.

Sono due anni oggi che il Bright, la barca a vela di Aldo Revello con cui abbiamo attraversato l’Oceano Atlantico, ha mandato il segnale che ne ha annunciato la scomparsa al largo delle Isole Azzorre. Gli mancava davvero poco per tornare a casa e riabbracciare la sua famiglia. Avevo promesso di raccontare tutto quel viaggio, ma due anni dopo non ho ancora la certezza di farcela. Mi limito a sapere che oggi ne parlerò, perché ho voglia di ricordare un amico indimenticabile. Ciao, Aldo.

 

Partimmo il 5 dicembre 2017 da Las Palmas di Gran Canaria diretti a Forte de France, in Martinica, dall’altra parte del mare.

Appena qualche miglio fuori del porto, guardavo queste onde già giganti dietro la poppa e mi chiedevo quanto ancora potessero crescere. Un istante dopo il primo tramonto sentii freddo e scesi in dinette per prendere un ulteriore rinforzo al mio abbigliamento invernale. Giovanni venne anche lui. Il vento termico si alzò determinando un’accelerazione importante e improvvisa e inaspettata per noi: un’onda imponente mi trasportò in un unico balzo nella cabina di prua, sette-otto metri più avanti. Ricordo che mio marito e io ci guardammo per un attimo intensamente, senza proferire parola, realizzando per la prima volta quale potente esperienza davvero ci stesse aspettando. “Eccolo. L’Oceano.”

La traversata era incominciata.

Durante tutto il viaggio mi fu chiaro, in effetti, che c’era qualcosa che stavo capendo “lì e ora”, qualcosa che stavo vivendo e forse un giorno avrei compreso, e altro ancora, che sarebbe rimasto nel mistero, e nel profondo di me. Come un sogno di cui dimentichi pezzi.

Siamo una profondità insondabile.

 

Foto di Daniel Buffet, compagno di traversata

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