Aprile 25th, 2020

L’albero genealogico e le sue influenze sul presente

La genealogia mi ha sempre affascinata, e ho avuto la fortuna di sperimentarne l’utilità durante studi ed esperienze di lettura dell’albero genealogico. Il sistema familiare può influenzare i nostri comportamenti di oggi, nelle relazioni, sul lavoro, con il denaro, con i nostri progetti in tutti gli ambiti.
 
Non siamo solo il prodotto del passato, ma esseri meravigliosamente creativi che, grazie alla consapevolezza intorno alle proprie radici, accedono più facilmente a quel patrimonio interiore di creatività.
 
In un momento come questo, rileggere il passato con occhi nuovi può essere una buona strada per immaginare un futuro diverso.
 
Per questo ho pensato di organizzare:
 
1) il lancio di un webinar introduttivo gratuito di poco più di un’ora per approcciare a questo strumento di conoscenza e di coscienza e per imparare a creare l’albero della propria famiglia.
 
Imparerai ad approcciare allo studio dell’albero genealogico, a raccogliere le informazioni utili e necessarie per crearlo, e a identificare le più importanti.
 
Si terrà SABATO 2 MAGGIO 2020 alle ore 11.00.
 
2) un successivo colloquio personale online per approfondire la lettura dell’albero ad un costo promozionale che sarò felice di comunicare agli interessati.
 
Insieme potremo osservare l’emersione di credenze che possono generare condizionamenti e ripetizioni sul piano materiale (denaro, corpo), emozionale (coppia, relazioni), creativo (generazione di progetti, sessualità) e mentale (idee, approcci educativi, credenze…), l’influenza di figure specifiche, l’eco di eventi significativi, la presenza di alleati etc.
 
Su appuntamento, scrivendo ad art@carolamininclericolussi.it.
Sul sito, a questo link è possibile leggere commenti e recensioni a questo lavoro.
 
Consiglio la lettura di “Metagenealogia – La famiglia: un tesoro, un tranello” di A. Jodorowsky – M. Costa – ed. Universale Economica Feltrinelli.
 
Per ulteriori informazioni scrivi ad art@carolamininclericolussi.it.
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Aprile 20th, 2020

Casa di risonanza, performance di arte riflettente sul tema della casa – aperto a tutti

Viaggiare. Oggi. Senza lasciare la propria casa.

Un’esperienza di relazione sensoriale guidata per abitare la casa come non avevamo ancora fatto.

E attraverso questo incontro sensibile riscoprirne il cuore, uno spazio intimo, familiare e confortevole che parla di noi.

Anzi, che parla con noi. In un linguaggio performativo.

In uno stato di calma e tranquillità, le nostre percezioni fisiche possono manifestarsi molto più ampie e sottili di quanto siamo abituate e abituati a considerare.

Applicheremo il training performativo con cui creo le mie installazioni di “arte riflettente” (una modalità creativa che ho sperimentato al ritorno da un viaggio nell’Amazzonica Venezuelana di cui puoi vedere qualcosa > qui), alla riscoperta delle stanze quotidiane, proprio quelle che crediamo di conoscere bene.

Si tratta di prepararsi a un viaggio sensoriale in quattro tappe gratuite che conducono nel finale a un vero e proprio gioco performativo e alla creazione di un’installazione di arte riflettente, in cui ci si stupisce come bambini, perché il flusso creativo ci porta sempre qualcosa in più di quello che possiamo immaginare.

In questo periodo ho sperimentato il processo con due differenti gruppi lavoro, ecco alcuni commenti:

“Un’esperienza completa, d’introspezione e di creazione.” Arianna

“Vedi con altri occhi i tuoi spazi. Lo sai che la casa parla di te. Ma non è più solo teoria.” Elena

“Un lavoro intenso e delicato che ti porta a sperimentare che la casa dove vivi ti dà un’infinita possibilità di scoperta di te.” Francesca

Un viaggio vero, profondo, a casa tua. Poi ami la casa, fluisci di più nella casa.” Alessandro

“Ti senti libero. E crei liberamente.” Giovanni

Una guida verso un magico viaggio. Con una voce incantata.” Fiorenza

“Ho capito che cos’è davvero essenziale qui dentro.” Brixhilda

“Un ottimo ricostituente in questo tempo.” Cristiana

“Vivi la casa com’è, non parli più degli oggetti, sei parlato da loro.” Innocenzo

“Un viaggio all’interno delle sensazioni. Avevo una percezione aumentata di tutto ciò che mi circondava.” Pietro

“Perfetto per il momento che stiamo vivendo. Un’esperienza di coerenza attraverso l’arte e la ricerca, assolutamente per tutti.” Alice

Il titolo “Casa di risonanza” è stato dato a un’installazione di arte riflettente creata dalla performer Cristiana Santambrogio che ha partecipato alla prima sperimentazione.

Il percorso avverrà su Zoom da giovedì prossimo, 23 aprile 2020, per quattro giovedì dalle 17.30 alle 19.30. E’ possibile partecipare anche alle singole esperienze, ma consiglio il percorso completo:

  1. TAPPA: LA CASA CORPO, giovedì 23 aprile 2020 ore 17.30-19.30

spazi e movimenti entro i confini della casa

  1. TAPPA: MEMORIA E NUOVO, giovedì 30 aprile 2020 ore 17.30-19.30

passato e futuro di una casa

  1. TAPPA: MY COMFORT ZONE, giovedì 7 maggio 2020 ore 17.30-19.30

silenzio vivo e intimità nella propria casa

  1. TAPPA: IL CUORE DELLA CASA, giovedì 14 maggio 2020 ore 17.30-19.30

performance di arte riflettente “Il cuore della casa”.

Informazioni e iscrizioni: è necessario iscriversi a ciascuna tappa del viaggio entro le 12.00 di ogni giovedì, inviando una mail ad art@carolamininclericolussi.it per ricevere il link alla Zoom Room.

Mi trovi su facebook e instagram come Carola Minincleri Colussi.

Foto: selfie nel giardino di casa mia.

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Aprile 2nd, 2020

Anteprima: La sposa volante, edizione Scatole Parlanti

C’è stato un periodo della mia vita, un paio d’anni fa, in cui di tanto in tanto pubblicavo su facebook inviti del genere:

“questa sera alle 20.00 ti aspetto per cena”.

Erano rivolti a chiunque. Non avevano un destinatario preciso. Stavo sperimentando l’apertura della porta del mio mondo privato persino agli sconosciuti. Nessuno si è mai presentato. Una persona non del tutto estranea una volta è stata lì lì per. Ma poi niente. Non eravamo pronti.

Poco dopo che Scatole Parlanti ha detto che avrebbe pubblicato “La sposa volante”, Alessandra Minervini, editor del romanzo, mi ha regalato una delle sue perle – sono pezzi da qualche tonnellata di saggezza concentrati nello spazio di una piccola sfera luminescente che infili con le altre in quel rosario di cristi e madonne che indossi attorno alla testa, anziché al collo, sperando di assorbire:

“voi veneti siete un po’ chiusetti. Dovresti aprirti un po’.”

Sembra una frase innocua. Invece, come fa, ha toccato il centro del centro.

E pensare che, da quasi vent’anni, il mio lavoro è nel teatro e nella performance. È vero che sono abituata a stare sul palco o nei suoi pressi, ma un rito che si celebra insieme al pubblico non è la stessa cosa, non è lo stesso genere di apertura. Anche l’attore si lascia vedere, ma il suo cuore batte all’unisono con quello di chi guarda e lui lo può sentire. Essere in presenza è un dono che si dà e si riceve al contempo, nella potenza del momento. Scrivere un romanzo, il primo per me, è stato ricevere. Da un’intimo stato di unione e di contatto con una me più ampia di come sono capace di vedermi. E il dono, se così posso chiamarlo, sarà ora, quando uscirà (a fine quarantena, non sappiamo ancora quando esattamente), e da quella stanza intima se ne andrà nel mondo, entrando nelle vite altrui, nelle case, magari per un dopocena.

Sentiremo il cuore battere a distanza? 

Intanto da oggi ascolto Alessandra, mi apro un po’, preparo l’uscita de “La sposa volante”, racconterò un po’ di lei, Agata, un po’ di me, un po’ di quel che è stata quest’avventura, forte come attraversare un oceano a vela e sperimentare che l’acqua unisce le terre, non le separa. E bella, bella come tornare a casa dopo tanto tempo. Oggi forse è meglio dire come uscire di casa dopo tanto tempo.

 

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